Da Alpha a Lambda 1906-1920

I capolavori Lancia.
di Oscar Capellano

Grazie all’anno di grazia 2006, cioè questo che stiamo vivendo, cade il centenario della Lancia & C. Fabbrica Automobili, per cui il nome Lancia viene un po’ alla ribalta, con mio grandissimo piacere! Naturalmente sarà l’occasione per ricordare i suoi grandi trascorsi tecnici, tanti particolari completamente dimenticati anche perchè divenuti poi di uso generale! Poi ne parleremo un po’.
Intanto vorrei, invece dei capolavori più conosciuti, come Lambda, Aprilia, Aurelia, e gli amici mi scusino per le altre non citate ma sempre meritevoli di tale appellativo, parlare delle prime Lancia, quasi dimenticate o dimenticate del tutto. Cominciamo con 1’ALPHA (e vi risparmio il perchè vennero usate le lettere dell’alfabeto greco a posteriori) definita “vettura leggera da viaggio” che, con i criteri tecnici di Vincenzo Lancia, fu progettata veramente con telai e sospensioni di minimo peso e massima resistenza (tipico 1’assale anteriore stampato in lamiera con sezione ad U, invece del classico assale forgiato ad H usato da tutti, pesantissimo).
Motore ad elevatissimo numero di giri, per l’epoca, prima 1800 poi 2000 giri/minuto, contro i grandi e lenti motori dell’epoca con massimo 1200 giri: ovviamente tutte queste caratteristiche le troveremo nei tipi successivi, sempre a 4 cilindri, in fusione biblocco per l’Alpha e monoblocco in seguito. Tecnicamente tale rendimento dei motori era dovuto, oltre all’accurata costruzione, all’avveniristico sistema di lubrifi cazione a pressione delle bronzine del motore, arrivando in seguito a portare olio in pressione perfino allo spinotto del pistone, con successiva discesa dello  stesso lungo il cilindro! Eccessivo perfino oggi!
Risultato: poche vendite inizialmente per l’eccessiva velocità della vettura. Storica la frase “Se le guidi lui le sue vetture da corsa!”.
Non pago del risultato Vincenzo Lancia prepara contemporaneamente la DIALPHA, con motore 6 cilindri, tipo di difficilissima riuscita, talmente veloce da essere prodotta in pochi esemplari per ovvie ragioni di…spavento.
1909: esce la BETA, con motore leggermente maggiorato e con la prima citata fusione del cilindro monoblocco, una delle primissime con questa tecnica. Intanto le prestazioni delle Lancia cominciano ad essere apprezzate dal pubblico, le richieste aumentano e si riscontra un altro miglioramento generale con la GAMMA nel 1910.
Nei successivi modelli aumentano ancora cilindrate, caratteristiche, prestazioni ecc. 
Nel 1911 la DELTA, la versione potenziata DIDELTA, nel 1912 la EPSILON, nel 1913 la ETA, mentre l’eclettico Vincenzo Lancia presenta la THETA, prima vettura in Europa con impianto elettrico completo di serie, compreso il motorino di avviamento in sostituzione della famigerata manovella! Sempre contemporaneamente, sembra oggi una cosa impossibile, presenta pure una piccola vettura, la ZETA sempre a quattro cilindri ma con il cambio al retrotreno in blocco col differenziale (preciso che non è ancora quello dell’Aurelia) originalissimo perchè, per risparmiare peso ed ingombro, il cambio ha due sole coppie di ingranaggi, e due coppie coniche coassiali, per un ovvio totale di quattro rapporti!
PRIMA GUERRA MONDIALE, vi risparmio la storia degli autocarri JOTA e delle autoblindo Z1, con meccanica derivata dalle precedenti vetture, tanto apprezzati da essere forniti anche agli eserciti alleati, e la storia degli avveniristici prototipi di motori di aviazione a dodici cilindri a V largo, basilari per aver dato avvio agli studi sui motori a V e relative vibrazioni, studi sfociati nei motori Lancia a V stretto poi divenuti i classici motori Lancia per tantissimi anni.
E veniamo alle ultime antenate, chiamiamole così, eccellenti: fi nisce la prima guerra mondiale e viene presentata la KAPPA, 1919, versione aggiornata e migliorata della THETA. Segue la DIKAPPA sportiva di alte prestazioni, sempre a quattro cilindri ma con valvole in testa e, udite udite, al Salone di Parigi sempre nel 1919 viene presentata la prima dodici cilindri a V stretto,(preceduta da un prototipo di esperienza con diverso angolo del V) di grande cilindrata e potenza, accolta con grande stupore ed ammirazione: purtroppo la sua produzione non fu avviata per gli alti costi anche fiscali che la potente vettura comportava. Peccato per i posteri, cioè noi! 
Ma l’inarrestabile Vincenzo Lancia faceva immediatamente seguire, derivandola direttamente dalla dodici cilindri, la otto cilindri TRIKAPPA, questa sì entrata in produzione con grandissimo successo, ovviamente presso la clientela delle auto di lusso! Da quest’ultima, con un’ulteriore riduzione dei cilindri a quattro, nasce la celeberrima Lambda.
Tornando ai particolari dimenticati accennati in apertura, una chicca: esiste un brevetto Lancia in data 15/12/1966, presentato fin dal 16/11/1965, che illustra un “DISPOSITIVO PER LIMITARE, IN FUNZIONE DEL CARICO, IL VALORE MASSIMO DELLA PRESSIONE DI FRENATURA DELLE RUOTE POSTERIORI DI VEICOLI A MOTORE MUNITI DI IMPIANTI DI FRENATURA IDRAULICA”. Altro che ABS!

12 HP Alpha
12 HP Alpha Sport
Beta
Epsilon
Kappa
Theta
Trikappa
Trikappa