Dall'Aurelia, alla Thesis, alla Thema 1950-2014

Dall’Aurelia alla Thesis e alla Thema
di Enrico Masala

Il 1955 costituisce un anno di svolta, di transizione ma anche di grossa perplessità per il futuro della Lancia: molte al momento le indecisioni, molti i cambiamenti, molte le incertezze su un preciso piano industriale da perseguire; a questo si aggiunga che a marzo dello stesso anno al professore Antonio Fessia viene affidata la direzione tecnica dell’azienda subentrando al mitico Vittorio Jano; il successivo 26 luglio lo smantellamento della Squadra Corse con la cessione di tutto il materiale – progetti, prototipi, vetture e uomini – alla Ferrari (non si saprà mai con precisione con quale vero gradimento da parte del commendatore Enzo Ferrari). 
Ma la vera svolta si avrà alla fine dello stesso 1955 con la cessione al cavaliere del lavoro Carlo Pesenti delle azioni della famiglia Lancia, o meglio, della maggior parte di esse.
Inizia una nuova era che più che all’insegna di Pesenti è in realtà in quella di Fessia: a lui si devono infatti la seconda e la terza serie dell’Appia, la Flaminia, la Flavia e la Fulvia.
Il primo e più evidente cambiamento si ebbe a partire dalla Flaminia con l’affidare a Pinin Farina lo stile della nuova vettura: veniva a cessare il legame estetico stilistico con i precedenti modelli Lancia con la perdita dei principali stilemi – la calandra verticale classica a forma di scudo veniva sostituita da un’ampia calandra orizzontale sporgente con una ampia grigliatura al centro delle quali era inserito lo stemma della casa che solo vagamente si richiamava al tradizionale scudo Lancia.
Questo particolare caratterizzerà anche le successive Appia III serie, Flavia e Fulvia. 
Il periodo Pesenti – autunno 1955 autunno 1969 – sarà caratterizzato da questi tre modelli, anch’essi denominati come altrettante strade romane e, si dice, con la “F” iniziale come Fessia e dai loro derivati affidati stilisticamente alla matita di diversi designers; Piero Castagneto firmerà la Flavia e la Fulvia quest’ultima sia berlina che coupè. Una caratteristica di questi modelli è stato il mantenimento dell’alta classe delle vetture fatte di tecnologia innovativa, robustezza, alti livelli qualitativi e realizzativi, fi niture di classe ma, particolarmente per le iniziali versioni berlina, prestazioni penalizzate da sfavorevoli rapporti peso/potenza: esempio tipico la Fulvia berlina I^ serie.
Nel 1969 una profonda crisi coinvolge la nostra gloriosa Marca: mancano nuovi progetti, mancano iniziative e, come si suol dire, “i cassetti sono vuoti”; Flavia e Fulvia hanno necessità di rinnovi di prodotto e/o sostituzione. Si arriva così alla decisione del gruppo Pesenti di mettere sul mercato questa gloriosa ma non seguita realtà. La Fiat, forte del desiderio di salvare questo glorioso marchio facendolo, prioritariamente, restare italiano, si aggiudica “l’affare” rilevandolo al prezzo simbolico di una sola Lira per azione l'intero pachetto azionario: questo accadeva appunto nell’ottobre del 1969.
Ricordo perfettamente una dichiarazione dell’avvocato Agnelli subito dopo l’acquisizione del Marchio che, sottolineando l’importanza di aver mantenuto italiano questo patrimonio, dichiarava l’intenzione di assicurare un futuro al Marchio degno della sua storia facendo di tutto per riportarlo ai fasti di un tempo.
Il nuovo modello che nasce nel 1971, il primo della nuova gestione, è essenzialmente nuovo solo nel nome – Lancia 2000 – ed in parte nello stile mentre, dal punto di vista tecnico/meccanico non può essere considerato che la terza serie della Flavia.
Il primo modello veramente nuovo, realizzato con qualche difficoltà di percorso per il venir meno, all’ultimo momento, di un rapporto di collaborazione con la francese Citroën, venne presentato al salone di Torino del novembre 1972 e chiamato β (Beta). Aveva così inizio la famiglia β che, nelle sue diverse articolazioni, arriverà sino al 1984, berlina, coupè, HPE, HP Executive, spider, Montecarlo e Trevi.
Intanto nel 1973 nasce dalla collaborazione con Ferrari, per quanto riguarda il motore, e Bertone (Marcello Gandini), per il design e la carrozzeria, la Stratos HF. Fra la metà degli anni ’70 e primi anni ’80 la Lancia con la γ (Gamma)rientra nel settore alto di gamma con due versioni, entrambe dovute a Pininfarina ed esattamente la berlina a due volumi e la coupè. Gli anni ’80, con una nuova gamma di modelli segnano una nuova ripresa della Marca ed un significativo recupero di immagine. Fra tutte fu importante e predominante il ruolo della Thema: con questa vettura, disegnata da Giugiaro, la Lancia si presenta con le carte in regola nel settore delle auto alto di gamma e, in questa specifica categoria al momento non ha rivali. Presentata nell’autunno del 1984 viene prodotta sino al 1994 in tre successive serie e nel 1986 l’offerta di questo modello si arricchisce di due importanti versioni: la Station Wagon, realizzata con la consulenza stilistica di Pininfarina, e la 8.32, impropriamente chiamata Thema Ferrari proprio perché equipaggiata con un motore del “Cavallino” di circa 3000 cc. 8 cilindri, 32 valvole che, con una potenza contenuta a soli 215 cv, consentiva di raggiungere una velocità di 240 km/h. Neglia anni ’80 alla Thema, che costituiva il top dell’offerta Lancia, si affiancarono la δ (Delta) , la Prisma la δ HF, la Delta HF 4WD e HF integrale, la Prisma integrale, la Y10 che marchiata Autobianchi in Italia, Francia e Giappone era assolutamente Lancia su tutti gli altri mercati. Nel 1989 la Prisma viene sostituita dalla Dedra. Fra le vetture da competizione del periodo la Lancia Rally 037, la Delta S4 nonché, dal 1987 le Delta HF 4WD e HF integrale, nelle diverse versioni, Campioni assoluti nei rallies per sei anni consecutivi. Gli anni ’90 vedono sino al 1998 la Dedra che nell’autunno del 1994 si arricchisce della versione station wagon in contemporanea con il lancio della monovolume Lancia Z. Intanto nel 1993 una nuova Delta sostituisce la precedente alla quale nel 1995 si aggiunge la versione HPE. L’autunno 1994 vede anche la presentazione della Lancia k berlina, Station Wagon, nonchè Coupé.
Ancora la Lancia Y sostituisce a fine del 1996 la Y10. Nel 1998 con la cessazione della Dedra subentra la Lancia Lybra, berlina e Station Wagon, che verrà mantenuta a listino fino a tutto il 2005. Nel 2002, con l’uscita dai listini della k, entra sul mercato al suo posto la Lancia Thesis; essa non è altro che la diretta evoluzione della concept car Dialogos, presentata al salone di Torino nell’aprile del 1998, che creò grandissimo interesse: da parte della stampa specializzata di settore, da parte del pubblico, specialmente dei tradizionali Lancisti, da parte di molte Case automobilistiche fra le quali molte "blasonate".
La Thesis, ammiraglia di casa Lancia, ma anche di Fiat Auto, è affiancata nell’offerta di Marca dalla Y, dalla Musa e dalla monovolume Phedra. Purtroppo vengono a mancare, e l'utenza tradizionale del Marchio si lamenta di questo: le versioni familiare o Station Wagon, le versioni coupé o quelle giovani e sportive.                                                            Importanti novità all'interno del Gruppo cui il Marchio appartiene, quale l'accordo con l'americana Chrysler, vedono il marchio Lancia fruire di questa nuova opportunità che  FCA gli affida: il parziale rinnovo dell'alto di gamma a listino con la nuova Thema, che subentra alla Thesis, la Flavia cabriolet e, in sostituzione della monovolume Phedra il monovolume Voyager.                                                                          

I Lancisti, il mondo Lancia ed i numerosissimi collezionisti di vetture e veicoli storici del Marchio, sparsi in tutti i continenti del globo, nonché i numerosi estimatori, fiduciosi sulle decisioni adottate e da adottarsi nei confronti della Lancia da parte dell'Alta Dirgenza della Società, aspettano, trepidanti, di poter ancora a lungo vivere, apprezzare e continuare la storia del gloriosissimo Marchio di Borgo San Paolo a Torino, ancora pronto a scrivere pagine importanti della storia dell'Automobile e a consolidarne immagine e missione. 

Flaminia
Flavia
Fulvia
2000
β
γ
Stratòs
δ
Prisma
Thema
Thesis